mercoledì 30 settembre 2015

il suono della tua voce


con infinita pazienza
ancora compie meraviglie
il suono della tua voce

Adele Cammarata 2015/127

martedì 29 settembre 2015

Premio Tridente d'Oro 2015

All’Arsenale della Marina Regia di Palermo uomini eleganti si salutano con grande cordialità: mi ritrovo in mezzo a vecchi amici accomunati da una grande passione, viscerale come solo chi si occupa di subacquea può comprendere. Molti di loro non si vedono da anni. Tutto è cominciato a Ustica nel 1960; il 26 e il 27 settembre 2015 il Premio Tridente d’Oro, il Nobel per le attività subacquee, ritorna in Sicilia. 

negli occhi (per Vincent)

negli occhi
l'amore assume
la bellezza
d'un cielo stellato


adele2015/148

Je suis IL VOLO

Vi scappa la pipì? Bambini de "Il Volo" leggo che a Locarno avete devastato la camera di un albergo la scorsa notte, rovistato tra oggetti, materassi e lenzuola. Tutto a soqquadro! 
Che nottata di merda! Dicono che l'avete distribuita sulle pareti pulite. Con la pipì! Perchè? Non vi piaceva il colore della moquette? Polvere? Allergia? Voglia improvvisa? Cioccolato svizzero?
Voi dite che alle pareti avete appeso i vostri cd e le vostre foto, il confronto non regge. Credo che la differenza non sussista!
Di merda si tratta! L'avete spalmata sui muri dell'albergo che vi ospitava, l'avete fatta! - così leggo sui giornali e in rete, l'avete lasciata davanti a tutti! Io ho sempre pensato che vi hanno levato il pannolino troppo presto, svezzati in anticipo, vi hanno buttati sul palco dell'Ariston solo per farvi vincere. Vincitore di Sanremo 2015 Il Volo...E io ve lo avrei fatto fare quella sera stessa un volo giù dal palco con un bel calcio, ma ho rispettato il voto ufficiale degli italiani, ho sofferto in silenzio. Ora SONO INCAZZATA, SONO DAVVERO INCAZZATA!
E comunque non mi interessa, ho già comprato le dieci erbe: un barattolo da 75 capsule per dolci e tranquille evacuazioni. Le prendo la sera prima e vi ripago con la stessa moneta, pardon, con la stessa: sciolta, liquida o solida non farà la differenza, la riavrete! quella che vi meritate e in grande quantità! 
Le faccio io le vostre feci!
JE SUIS IL VOLO! Ve la regalo, fresca di giornata e poi dopo avervi massaggiato come si deve, vi preparo. Sui posteriori! Unti che sembrate abbronzati vi dispongo in fila in ordine d'età, dal più grande al più piccolo. Punto il tacco della mia scarpa sul vostro bersaglio, che avete usato per i vostri giochi! bisogni di merda!
Ve lo faccio fare io Il Volo con un bel calcio sul culo!

Scontri de arancjnas a la Fiesta de la Unidad



SCONTRI DE ARANCJNAS A LA FIESTA DE LA UNIDAD

Unidad, Unidad. Yo e los amigos che viendono le arancina eravamo tutti a parcheggiar attorno a lo cuartier de la cultura de Macondo, eravamo tanti lapigni a tre rotas. In onor de la fiesta avevamo strisciones de todos color appizzates: 
"arancjnas Unidas jamas sarà vencidas"
"giù le manos dalle nustre arancjnas"
"arancjnas por la vida"  
“el gobierno se manja todos le nostre arancjnas e ce lascia dijunos"
"arancjnas calientes por El pueblo".
Le nostre intenciones eran buene como le nuestre arancina.
La Policia in armamiento anti sommossas staba sotto le balcones por repararse dal sole caliente assà, nonostante la Hora pomeridiana.
Fu per far posto en la stradigna che los policiottos encominciaron a venir avante a nosotros.
Noi scendemmo con le nostre arancjnas fumante de burro e majal afetado e de capoliato e pisellinos pequegni en lo sugo. La Policia veniva avante e nosotros pure avante. La Policia se fermava e se metteva los cascos e nosotros porgevamos las arancinas. La Policia alzò los manganellos e nosotros non arretrammo manco de un paso, nè singol nè doble. OLÈ. In un batter de ocho furono bote de orbi e sciancatos. Cualcuno rimase così, con las arancinas en le manos, mientre se prendeva una botta de escudo, altri escapaban. Fu un parapiglia de bruto bruto (e quanti brutos cefos entra la Policia, se potevano veder) e las arancina aberon la pejor sorte.
Povere arancinas, che son la mia unìca rajon de vida e de sopravvivencia.
Cuando le vidi tutte scafazzates y randellates y scudates , me venì uno scoramiento de panza. Ma forte. Ci andai vicino, ad uno de la Policia, e gli revoltai todo lo stomaco como un calzin en el casco che si era levado por un momiento de refrigerio alla cabeza. E lo guardai entra los ochos mientre se lo remeteva. Puahhhhh!
Todos los amigos de las arancinas mi imitaron e così avvenìo che vendicamos las arancinas, e la Policia se ne andò tuta vomitada eschifada y puzzolente.
Parola de Santo de San Josefito.


(dalla inviada special Monicha de Sapio)

lunedì 28 settembre 2015

Il calcio spiegato alle zitelle siciliane


Cu si pigghia na cosa inutile era megghiu ca ristava nubile!
Lo diceva mia nonna e ora lo penso anch'io! Ma chisti su primizie, tanti beddi figghi, tutti in fila, già selezionati, posso scegliere cu l'occhi chiusi. Ma l'occhio vuole la sua parte: lucidi, tutti surati che le magliette gli si appiccicano sugli addominali scolpiti. Davanti a  queste tartuche noi a infilarinni l'anello al dito ci pensiamo!

domenica 27 settembre 2015

I pistolinos, la festa della disunidad e gli anti illimanos


I PISTOLINOS
LA FESTA DELLA DISUNIDAD E GLI ANTI ILLIMANOS 


Questa noce ho fatto un suegno. 
Noce non nel segnificado di arachide, de nociolina e semenza. Lo dico porché se potrebbe equivocar como quando se dice “rottura di noce” che non segnifica che la sera uno non deve uscir de casa porché s’è spaccato il cielo. 
Meglio essere clari, esbiancados.  
Allor… Ho sognado de trovarmi a Puerto de Tierra completamente ignudo, col pistolin de fuori dentro un saloon western. Yo me sentivo Gion Guein, armado e superdotados. Tutti erano coll’armatura de fuori. Se avvinazzavano e ma peròs se guardavano in giro, circospezionatos e con ochio poro malintenzionatos. Troppi maschi come toros in arena e troppi pistolin col vin che può dar alla cavesa. E c’era timor di Ernesto, el pistolero spara lesto.  
Anche mi me avvinazzavo por dimenticar le cose che me ricordavo. 
Non so chi m’avrìa spogliato. Ero uscito de la mia dimora perfettamente vestito poro con la cravatta farfallinas. E in camminada perdevo per estrada pezzo per pezzo. Ora la giaccas, ora la camicias, ora lo pantalones, ora la maglias, fino ad arrivare al mutandones de la mia nonna ricamato a manos. L’ultimo piezzo perso è stata la farfallinas: pecado!
Ho pensato: ma sono rincoglionitos? 
Dopo aver preso a schiaffos il mio viso, sono riuscito a darme la risposta: in suegno todos possible poro l’incubo ne la mia cara Puerto de Tierra dove era in corso la festa della Disunidad, con todos tristos e incazzatos al nero di seppias, armatos fino ai denti contro todos porché lo nemicos se può nasconder anche dentro in illibatas o impotentes personas e non bastas farla passare in metal detector, ignuda, per appurar presenza di pistolinos che, se usato mal, può far mal. Meglio ochio vigiles e non dare fiducia a niniuno: tu gli dai el braccio e loro se prendono il piede.
Valli a capire!  
Nella festa della Disunidad cantavanos los compagneros Anti Allemani letigando sul palco, afferrandose per i capellos e dandosele sull’allopecias de sancta razon. Todos invidia! davanti a un numeroso pueblo che, senza mani, ci abbetteva i piedi. 

Ora, a questo punto della mia estoria, qualcuno se chiederà giustamentes che c’entrano i pistolinos nel saloon western e che collegamentos c’è con la Festa della Disunidad e l’esibizione degli Anti Allemani? E io respondo esbiancado: un pistolinos! Solo un suegno, anzi un incubo che ancora suegno.  
Ed era importante, per la mia cavesa, farlo sapere al mundo intiero, alla comunità international, escrivendo il mio sendimendo nuevo a ochi chiusi, sul lettino del dottor sigmundo Froido de Puerto de Tierra.  

dal nuestro inviado Ernesto Raimondito Moncada

sabato 26 settembre 2015

Festa de la Unidad - LA BANDIERA DESAPARECIDA


LA BANDIERA DESAPARECIDA

“E’ turnada la fiesta dell’Unidad a Puerto de Tierra! Dopo quattros anos..cuerri alla fiesta!!” ho detto a mio marito che neanche io avevo messo piede a Pontedera como ensegnante des nignos e già me aveva miesso en videochat e parlava mientre io sbarazzavo las valigias e lui faceva i piatti della cena.

“Lassa perdere el bucato, le piattos sporche, fa comme se yo fosse a la casa!"

Me son retruvata en video chat a la fiesta dell’Unidad; ma me sentivo un po’ disturbata perché mio marito me purtava come la santa en procession lungo le corridoi de Cantieri Culturali de Macondo pieni de gazebo commercial… che dicea:"cambia il tuo materasso con el nuestro! Cambia la tua vasca da bagno con una doccia!" - i tizi ti fermano nel corridoio per farti entrare nel gazebo e yo pensavo volessero fare en dibattito e invece volevano farmi acquistare un cuscino argonomico. Ho pensato: ho fatto bien a non spender soldi affittando un drone per vedere sta fiesta e me sono adattata a un collegamento in video chat!
Perché yo lo ho capito priesto che non ci erano alcune cose de la fiesta commo yo la sabevo. Ho encaricato el mio figlio de far qualche domanda a les personas prisienti, che non se capiva bien che fiesta fosse!! Chi ha fatto sta Fiesta? Unos con una maglietta blanca con la scritta “el Sud decolla” ha resposto chi non lo sapeva..chi era stata organizzata tutta da Romas , la Capital!! Che lo primiero Ministro ce tenia molto far saber a los pueblo qui el Sud è “RESUERTO!! 
Me sentivo trabballar fra les braccias de mio marido che ne vuleva pirder tiempo
precioso chi era assedado e vulia sedersi ai tavolon a bere un boccal de birra ma fu si grande dulor escobrir chi non c'erano ni tavolon ne siegias per mangiare nel grande cerchio donde si erano appostati el gazebo culinari e de beveragi, ma solo untavolino d’alluminio da aperitivo che fu una scomodidad che lo fiece bestemmiar de brutto che lo stigliolo e la salsiccia gli son rimasti nel gargarozzo, ma mio figlio lo ha condotto verso l’uscita secondaria por evidar scenade e lì hanno trovado en fin un salotto blanco appartado : "commos," dice mio marido, "ne ci sono tavolon e c’è lo salotto blanco priveè appartado ?! ma che fiesta è sta fiesta dell’Unidad che non ci sono le banderas del PD ma solo quelle dell’Heineken e non ci sono tavoloon?!"


La mia figliula chattava e faceva le fotografie, che lei fa solo quello..nè mangia e nè duorme; ella però è una grande osservatrice e quando ha cercato lo cato per los rifiutos ha truvato solo le bidon de monnezza endifferenziata e ella ha gridato: “Mamma, tu me dici sienpre de differenziar! Er vedi che los grandes partito del pais, los plus grandes, non differenzia la monnizza alla fiesta dell’Unidad!!?" Commo yo dit, commo est sta question? se deve capir, bisogna aprir na enquiesta . E por fortuna ella has encuentrado una persona molto enformada, Roy Paci, el cantante qui salido sul parco encomincio a cantar : “ …Ma ti lamienti, picchè ti lamienti..piglia lo bastun e tira fueri les dienti..!” a questa rispuesta yo me son acquietata e me aspietto una revolution popular commo esito de tanta inettidas!!

Viva la Fiesta dell’Unidad, Viva!!

dalla inviada special Rosa Las Cameras

venerdì 25 settembre 2015

Miss Seconda guerra mondiale


Nei giorni scorsi è stata incoronata la nuova reginetta di bellezza italica, Miss Italia insomma. Sì, il concorso esiste ancora. Da qualche anno il programma da Rai Uno è stato relegato a La7, ma che significa? Sì, il patron Mirigliani non c’è più, ma Miss Italia resta il concorso di bellezza più importante del Paese. È risaputo che La7 è un canale più libertario rispetto alla benpensante Mamma Rai, il testimone del patrocinante al concorso è passato alla figlia di Mirigliani, una donna al passo coi tempi, che ha sostituito più che degnamente il padre in un compito delicato come quello di madrina delle miss. La conduzione del programma è stata affidata a Simona Ventura. È segno dei tempi che cambiano, finalmente le donne possono dimostrare di valere quanto gli uomini, svolgendo compiti rilevanti con lo stesso zelo dei colleghi dell’altro sesso. Pari opportunità meritatissime. E che dire della nuova Miss? Per un anno intero tutte le ragazze tra i 14 e i 25 anni considereranno Alice Sabatini un punto di riferimento estetico e comportamentale (durante il concorso negli anni si è sempre detto che Miss Italia rappresenta la tipica bellezza nazionale, la ragazza della porta accanto), madri e padri potranno dormire sonni tranquilli considerandola emblema morale della gioventù moderna, una figlia in più. Si è alzato un gran polverone per un’esternazione della reginetta. Alla domanda – di spessore, come solo la giuria di un simile concorso può elaborare – posta dal giurato Claudio Amendola: “Se potessi scegliere di vivere in un altro periodo storico, quale sceglieresti?” Alice ha risposto candidamente che “visto che a scuola si studiano pagine e pagine sulla seconda guerra mondiale” vorrebbe vivere nel ’42 per vedere la guerra, tanto lei è donna e non avrebbe fatto il militare. E quindi? Solo perché oggi viviamo nel degrado morale e nella confusione di genere, ci scandalizziamo se una ventenne mantiene alto il significato dell’essere donna e non si vergogna di approfittare dei vantaggi che ne derivano? Le pari opportunità sono una cosa dei nostri anni, la ragazza mostra una spiccatissima conoscenza non solo della storia ma anche del diritto affermando che nel 42, essendo lei donna, avrebbe potuto godersi lo spettacolo della guerra senza andare in trincea. Nessuna offesa, dunque, a chi la guerra l’ha vissuta, alle donne di allora, che se avessero avuto davanti Amendola chissà che cosa gli avrebbero risposto.


Serena Giattina

Fiesta de la Unidad letale por Ernesto



FIESTA DE LA UNIDAD LETALE POR ERNESTO


Con la  fin de setiembre a Puerto de Tierra es tiempo de Fiesta de la Unidad.

El compagnero Erniesto como ogni annos, si è recado a li giardin pubblici per el rito de la comunion con los autres comunistos – nada de particolar, solo una magnata de pane y salsiccia, una sbevazzada de birra, un pochito de musica bona tipo Inti Illimani.
Esto anno, dopo aver varcado la soglia, una autoambulanza es stata necessaria por portar el compagnero a lo hospital. Ello pensava de veder le fumade de le griglie – nada de nada -, solo cubi de marmo con un asiatico che tagliava sushi. Ello pensava de veder la bancarella de la birra Forst – nada de nada -, solo mescita y somministration de vin blanco prosecchito Chardonnay. Ello pensava de sentir la musiquita bona politicamente impegnada, che sacio, le coperchie de Franciesco Guccino, de Franciesco De Gregore, ma anche de Jovanotti e lo ombeligo do mundo – nada de nada -, sul palcoscienico una imitacion de Michelito Bubblè qui canta Es la mia vida y la vincitrice de Amigos.
El compagnero Erniesto versa in gravissimas condiciones. In hospital ha chiesto qui, por essere salvado, de metter la flebo ne lo braccio sinistro. El doctor ha detto qui da tiempo infinido ormai la flebo se mette a destra e qui lo bracios sinistro è come l’appendice o le tonsillas, se possono amputar, non sierve.

George de Amado

mercoledì 23 settembre 2015

Il circolo di Mecenate

Uno degli amici e più importanti collaboratori di Augusto fu Gaio Cilnio Mecenate (70 a.C.-8 a.C)
Di nobili origini etrusche, come ricorda il poeta Orazio, ebbe un ruolo importante nel determinare l'orientamento culturale dei poeti più importanti di età augustea - in primis Virgilio e Orazio -, che frequentavano il suo circolo, e che egli cercò di spingere ad abbracciare l'ideologia del princeps, pur senza condizionare esplicitamente la loro libertà espressiva. I poeti che facevano parte del suo circolo, infatti, spesso si rifiutavano di comporre opere storiche che elogiassero l'imperatore e preferivano, almeno in una prima fase, la poesia bucolica (Virgilio) e lirica (Orazio); successivamente entrambi i poeti comporranno opere che esaltano il princeps o, indirettamente attraverso l'elogio del suo casato - come faranno Virgilio nell'Eneide, o Properzio nelle sue Odi romane - composte con intento celebrativo. 
Il rapporto di stretta collaborazione fra Augusto e Mecenate si incrinò negli ultimi anni del principato augusteo, forse per il disinteresse dimostrato dal princeps nei confronti dell'attività culturale di Roma e, già a partite dal successore di Augusto, Tiberio, si sviluppò un storiografia di opposizione senatoria, di cui ci resta testimonianza in Tacito (I-II sec. d. C.), che consegnerà alla storia celebri ritratti dei principes da Tiberio a Domiziano (14 d.C- - 96 d.C.), descritti con tono denigratorio, nonostante la sua dichiarazione programmatica di tramandare i fatti sine ira et studio.
Di Mecenate rimane celebre il ritratto offerto da Orazio nella I ode del I libro, che lo definisce "sostegno e dolce mio onore", al cui parere il poeta latino mostra di tenere moltissimo: "Se mi inserisci tra i poeti lirici, toccherò il cielo con un dito".
Ave atque vale, Maecenas!

Isabella Raccuglia 

Letti per tutti: Virgole a colazione

Sandro Camilleri, VIRGOLE A COLAZIONE
pagine 211, senza fissa brossura,
Stordito editore, 2015


L'ultima fatica di Sandro Camilleri (stiamo parlando del cugino meno conosciuto dai più, ma in compenso molto conosciuto tra i meno), una storia piena di virgole, tante virgole, che ne bastavano la metà, quando si dice lo spreco, così tante virgole che si sarebbe potuto scrivere un altro libro, con quelle virgole. Detto questo, c’è da precisare che un libro non si può comporre soltanto di virgole, pur essendo a corto di argomenti. Il nostro Camilleri (sempre Sandro) dopo l’uscita del suo venticinquesimo capitolo della saga dell’ispettore Montalcino, sta attraversando un periodo di crisi ispiratoria - non sappiamo se dovuta all’eccesso di fumo o cos’altro - e ci chiediamo quale  genio di editor gli abbia consigliato, di iniziare intanto, a mettere delle virgole, poi si vedrà. Scorgiamo, forse, in tale comportamento sconsiderato lo zampino sporco di marmellata dell’editore Stordito. Pietro Stordito, editore storico di Sandro Camilleri (il cugino), ultimo erede di una famiglia di stampatori tipografi, malcelatamente incompetenti in fatto di libri gialli noir, amante compulsivo delle cappelle di funghi alla griglia e degli oggetti scolpiti in pietra saponaria – se ne realizzano di bellissimi, dice, su alcune isole dell’oceano Indiano.

lunedì 21 settembre 2015

Recensione: Cuore di cane, Michail Bulgakov

Che cosa succederebbe se un medico eugenetico decidesse di impiantare un’ipofisi umana nel cervello di un cane? Secondo Bulgakov il cane si umanizzerebbe sia fisicamente che psicologicamente. E ciò rappresenterebbe di certo un salto enorme per la scienza, ma se l’ipofisi usata per l’esperimento fosse appartenuta a un controrivoluzionario, per lo più dedito all’alcol, la faccenda sfuggirebbe senz'altro di mano e il comportamento del mutante diventerebbe imbarazzante, provocando situazioni imprevedibili e costringendo lo scienziato-padre della creatura a optare per soluzioni drastiche e moralmente discutibili – se già di per sé l’esperimento non avesse turbato il comune senso etico -.

Bulgakov non delude mai. La sua capacità di creare situazioni surreali è inimitabile. Cuore di cane è ambientato negli anni venti, dopo la rivoluzione sovietica e la creazione della NEP (Nuova Politica Economica), e l’autore non perde occasione di fare satira ai nuovi ricchi, che proprio grazie alla rivoluzione hanno scalato i gradini sociali, agli scienziati smaniosi d’innovazioni anche superflue, agli intellettuali e agli idealisti. I personaggi restano impressi nel lettore a prescindere dalla sua conoscenza del periodo storico dileggiato. Per qualche tempo Bulgakov poté vantarsi di essere lo scrittore preferito da Stalin, ciononostante Cuore di cane conobbe la censura e fu pubblicato postumo (nella madrepatria comparve solo nel 1987).

Serena Giattina

AAS al Meet Me Halfway


Il 20/9/15 intorno alle dieci una Kangoo rossa, con tre persone dentro, chiede ad uno dello ZEN (quartiere popolare di Palermo) dove si trova la Chiesa di San Filippo Neri (in prossimità l'incontro organizzato da Arci, Maghweb e altre entità).

Chi? i bancarelli? Girato l'angolo!
Lo ha detto con un sorriso ironico che sottointendeva tanto. 
Il solito sfottò, abbiamo pensato.
Siamo arrivati, abbiamo montato il ns stand. Subito sono arrivati i bambini per disegnare e colorare.
I genitori ce li hanno affidati, poi sarebbero passati a riprenderli.
Durante la giornata i ragazzi organizzatori hanno riso, scherzato, ballato.
C'è stato un flash mob.
Noi abbiamo avuto la compagnia perenne di una bambina del luogo, C., che ci ha raccontato un po' di sé, ci ha chiesto di farle tanti disegni - principesse, galline, pesci.
Pensavamo non fosse della zona, parla un italiano perfetto. E invece no, C. abita lì, ha pranzato con noi, nel pomeriggio la madre è venuta a controllare che tutto fosse a posto, lei ha salutato ed è rimasta a comandarci - sì, dopo un po' eravamo tutti suoi dipendenti.
Poi è venuta giù la pioggia. I ragazzi si sono spostati sotto il portico, noi siamo andati via, perdendoci nel labirinto di tante strade costeggiate da case che già sul progetto dell'ideatore dovevano sembrare brutte.
Lo Zen non puoi descriverlo, solo vederlo.

Come quelli delle bancarelle, siamo arrivati, abbiamo trascorso un paio di ore, e siamo andati via.
C. domani farà la solita vita. Noi pure. Lo Zen resterà così com'è, che a cambiarlo ci vorrebbero idee ancor prima che soldi.
A cosa è servito montare una bancarella?
Forse a far vedere che c'è gente diversa da quella che vive lo Zen come quel Far West di cui conosciamo solo la versione dei film americani.
(C. tappezzerà la sua stanza con i nostri disegni. Oppure no.)

Giorgio D'Amato






lunedì 14 settembre 2015

Di che gender stiamo parlando?

Niente, gli ominisessuali quando si mettono d’impegno, le cose le sanno fare. Ieri sera a riempire Piazza Pittsburgh, a Isola delle Femmine, non c’erano solo sodomiti: erano presenti insegnanti, cattolici e addirittura famiglie con bambini! Le persone che stavano sul palco sembravano perbene, gente preparata come psicoterapeuti, insegnanti madri di famiglia e sociologi, hanno spiegato con termini chiari e usando fonti apparentemente attendibili (i documenti dell’OMS e il Decreto Legislativo detto “Buona scuola”), che le famiglie non hanno motivo di temere la famigerata teoria gender che dovrebbe entrare nelle scuole da quest’anno. Hanno spiegato addirittura che nel patto di corresponsabilità proposto dalla scuola ai genitori non si accenna minimamente alle terroristiche lezioni di sesso (né ai bambini della scuola d’infanzia, né ai più grandi). Certo, la preoccupazione ad AaS resta e l’abbiamo gridato anche dal palco:

“Disgrazia, cataclisma, perdizione…
Le noticie sono muy scandalose!
E’ arrivada la nuova esquadra de maestre educatrici: sono vestite de pelle nera con le borchie, portano stivalos con tacco altissimo, sono truccade de color nero, le unghias lunghissime come aquile, in mano tengono la frusta!”


Serena Giattina



domenica 6 settembre 2015

#Tralerighe - AAS in TV

Un po' di ‪#‎Aperturaastrappo‬ in TV. 
Per chi se lo fosse perso, ecco ‪#‎Tralerighe‬. Rubrica che prova a unire sport e letteratura. In onda ogni venerdì alle 21:30 nella trasmissione ‪#‎Contropiede‬ su TRM - Canale 13. Di seguito le prime due puntate già andate in onda il 21 e il 28 agosto.



#Tralerighe - "Castelli di Rabbia" di A. Baricco. Nel 2008 Gilardino segnò con la mano contro il Palermo, la città sembra non averlo perdonato. Baricco e il suo "Castelli di Rabbia" sono lo spunto per una riflessione sui desideri e sul prendersi le proprie responsabilità. 



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#Tralerighe - "L'Alchimista" di Paulo Coelho. Il Palermo vince contro il Genoa solo all'ultimo minuto. "Destino, coincidenza, fortuna?". Proviamo a rispondere a questa domanda attraverso un passo del libro di Coelho.


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