mercoledì 30 dicembre 2015

LA BLATTA SOLITARIA

D’in su la fetta de la margherita
Blatta solitaria pasteggiava
Godendo sullo zucchero velato
Ti guardo e già mi girano le palle
Briciole dintorno
Avanzi della torta che bramavo
Che a vederli mi si stringe il core
Se penso che oramai la colazione
Dovr’ordinarla al bar maledizione!
Voltastomaco soggiace alla mia stizza
Ti scaccio con un soffio indifferente
E in sincrono sollevo tacco e fetta
L’uno su te e l’altra è già boccone.

Serena Giattina, da "M'illumino d'insetto"



                                                            

martedì 29 dicembre 2015

Kafka sulla spiaggia di Murakami - recensione


“Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo".


mercoledì 23 dicembre 2015

Scarti de Gori - Eletta Miss Iraq

eletta Miss Iraq.
pubblico in piedi.
sventata la sassi ovation.

***

l'aspetto positivo di guidare con 38 e mezzo di febbre è che spanni i finestrini.

***

la bottiglia d'aria canadese va col pesce o con la carne?
secondo me pesce.

***

La fascia da Miss Iraq è più pesante del normale, manco fosse imbottita.

***

due atti giudiziari,
due multe a san giovanni,
in due notti consecutive,
dalla stessa vigilessa.
non so che fare se mi aggiunge su facebook.

***

ok, Star Wars VII pro & contro.
contro:
- sostanzialmente un utero riempito de ovuli per futuri capitoli.
- stop. è questo. proprio è nato PER.
neutro:
- per bambini.
estremamente bambini-friendly
pro:
- l'incontro Emoticon heart
loro due Emoticon heart
dopo tutto questo tempo Emoticon heart
("e sti cazzi? tiettelo per te")
(e in effetti)


Fabio Gori

martedì 22 dicembre 2015

El Natal de sbarazzamienti


Le case viengono liberate da rifiuti accatastade e se nettano le ‘gnone. Nel mio mandamiento sono state repulite alcune case da los carrabinieros notte tiempo ( che ci è sembrato che Babbo natale avia errato lo dia  e se era presentato  en anticipo). Puntuali se son presentati  los carrabinieros – meio deslos spazzinos, che a Puorto de Tierra c’è  lo incoveniente che non si sa mai quando los spazzino passa dalla strada a ritirar los rifiutos e le abitantes miettono los rifiutos fuori dalla puorta (e cani e gatti fanno fiesta) a la ora della nocte , tanti miettono los sacchetto a pendoliar  da los balcones elos paccos riesta a pendoliarr  tutto los dias .
A Puerto de Tierra non ce piace essere puntuali a los trabajio, a marcar lo tesserino -  nos cambiamo les ores  commo ce piace, nos siamo un pueblo de Libertà!!
Por sfruttar l’occasion jo me sto organizzando a miettere en pratica un projecto: Voglio metter le lusine nello sacchetto pendulo e illuminar el pais commo un albero de Natal, con tutte ste balles piene de rifiutos .
(Che questo annos las Municipalidad  lo albero non lo hanno ancora preparato)
Noi abitanti de Puerto de Tierra amiamo mucho nos pais e ce engegniamo commo potemo por renderlo degno de tuta la su fama!!
 A puerto de tierra siamo tutti solidal e non c’è piace differenciarci  (che ladifferencia è una brutta maladia che non vogliamo attaccarce, che se degenera en follia!!) por questa rajion nos ne differnciamo los rifiutos!!! Jamas!! Peccato mortal ! Che meglio inquinar che differenciar!
E non ce importa se los Papa Francisco ha ditto che nos planeta è en periculo, noi siamo cristiani alla vecia manera! (Tanto questo è l’anno de la Misericordia e la comunione la prendiamo lo stiesso!!)
Viva los rifiutos, abbasso los differenciatos!!
Buon Natal a Puerto de Tierra.

Rosas La Cameras

lunedì 21 dicembre 2015

Corto Viaggio Sentimentale - Italo Svevo

Alla stazione. Il Signor Aghios si separa dalla moglie per un viaggio di lavoro. Da Milano a Trieste. Il treno diventa il luogo della narrazione e un "piccolo mondo" da cui guardare l'altro, staccandosene. Ecco perché il protagonista affronta il viaggio da solo e assapora la libertà.

venerdì 18 dicembre 2015

Tre volte rugiada








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Riccardo Riccobono, giovane fotografo casteldaccese.


mercoledì 16 dicembre 2015

Panta Rei, marcia e mela marcia

Questa volta sono 38 gli arrestati dell'Operazione Panta REI, tanti facce note a chi - solo per caso - faceva una passeggiata tra corso Umberto e zona Caravella di Bagheria.
Tra i capi di accusa non manca niente: 
...associazione mafiosa (art. 416 bis C.P.), estorsione (art. 629 C.P.), detenzione e traffico di sostanze stupefacenti (artt. 73 e 74 D.P.R. 309/1990), illecita concorrenza con minaccia o violenza (513 bis C.P.), illecita detenzione di armi e munizioni (artt. 2 e 4 L. 895/67) e turbativa d’asta (art. 353 C.P.) - fonte Bagheria News.
Abbiamo marciato dopo l'Operazione Reset 2 in cui tanti imprenditori hanno ammesso di aver pagato Cosa Nostra locale perché il loro nome riscontrato negli elenchi di un ergastolano. Troppo facile ammettere, sicuramente utile farlo.
Gli stessi hanno mai pagato la nuova Cosa Nostra appena arrestata?
E ora, ci tocca fare una nuova marcia o sperare che ci sia ancora una parte buona nella mela marcia?
Peccato, non ci voleva questa retata, il candeggio mediatico della laboriosa e tranquilla Bagheria è durato poco - troppi spumanti stappati, troppe poesie e canzoni elargite, i nomi (ancora una volta) solo dalle cronache nere.

Giorgio D'Amato


martedì 15 dicembre 2015

C'era una volta un Re befè biscotto e minè

C'era una volta un Re befè biscotto e minè
che aveva una figghia bifigghia biscotta e minigghia
che aveva un aceddo befeddo biscotto e mineddo..


Venerdì 18 dicembre alle 17.30 laboratorio di disegno e recitazione per bambini.
Lavoreremo sulla filastrocca del Re befè, realizzeremmo dei disegni da cuntastorie e, alla fine, reciteremo tutta la filastrocca!

Con Apertura A Strappo, non mancate!

Bitta, piazza Larderia, Bagheria (PA)


lunedì 14 dicembre 2015

Conclusa la fiera dell'artigianato a Casteldaccia

Si è conclusa ieri la fiera natalizia dell'artigianato che si è tenuta nella piazza principale e nel baglio della torre del duca di Salaparuta di Casteldaccia, organizzata dall'associazione artistico-culturale Le Muse. Tanti momenti (e tanto freddo) per mostrare il lavoro di molti artigiani e hobbisti creativi che non si sono lasciati intimorire dalle temperature basse per animare la piazza.
Apertura a Strappo ringrazia gli organizzatori della fiera che continua a Bagheria dal 19 al 23 Dicembre.


Aggiornate il calendario anche con i prossimi appuntamenti:

18/20 Dicembre al Jingle Books, Palazzo Asmundo insieme agli editori allo scoperto (https://www.facebook.com/events/1622846634646973/)

18 Dicembre ore 17.30 Apertura a strappo al Merry Bittas, Via del Parlatoio 5, Bagheria

Alla prossima!

venerdì 11 dicembre 2015

AAS a CASTELDACCIA - 12 e 13 dicembre 2015

Apertura A Strappo alla torre del duca di Salaparuta per la fiera organizzata dalla Associazione LE MUSE.
Saremo lì dalle 10 alle 20, con le nostre letture e i nostri gadget.
Offerta 2015: CINICO NATALE!




giovedì 10 dicembre 2015

Il castoro di Jean Paul Sartre


“Sono nata il 9 gennaio 1908, alle quattro del mattino, in una stanza dai mobili laccati di bianco che dava sul boulevard Raspail. Nelle foto di famiglia  fatte l’estate successiva si vedono alcune giovani signore con lunghe gonne e cappelli impennacchiati di piume di struzzo, e dei signori in panama, che sorridono ad un neonato: sono io.”

martedì 8 dicembre 2015

Scarti de Gori - Gaddafi

pensavo che questo documentario di 40 minuti su Gaddafi ad un certo punto avrebbe smesso di parlare delle 26 mogli di Gaddafi, con particolare dettaglio su come ha ammazzato le 4 mogli che lo tradirono con dei soldati, e avrebbe iniziato a parlare di Gaddafi,
ma non affrettiamo giudizi, parlerà della Libia come si deve nei 7 minuti che restano.
sicuramente.

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cara Save the Children,
o stai cercando di farmi donare 9 euro al mese al primo che alza la mano e dice
<<acchiappo tutte le donne fertili africane e le fiondo su un'isola che costruisco domani co dei muri altissimi intorno e dei cannoni anti-maschio sulle torri>>, o fai davvero schifo a fà le pubblicità.

***

so salare la pasta, credo che aprirò un canale su YouTube.

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l'effetto nocivo dei media lo realizzi quando in
<<L'astro notturno è, per voi esponenti del Leone, nella Casa di salute e lavoro, cominciando dal giorno fortunato per il vostro segno>>
ci leggi
<<nuovo video jihad. stare lontani da sedi Ausl giovedì>>

***

[pubblicità/radio]
<< i disturbi intestinali ti tolgono il piacere di stare con gli altri >> da solo invece è festa.

***

la disoccupazione è all'indice minimo degli ultimi tre anni perché male che va sei cuoco su Sky.


Fabio Gori

domenica 6 dicembre 2015

AAS a Jingle Books

E dal 18 al 20 dicembre 2015 a Palazzo Asmundo gli Editori allo scoperto con Jingle Books.
Sarà un'occasione notevole per scambiare parole con autori, editori, per assistere a delle presentazioni, per imparare tante cose con i laboratori.
Sabato 19 alle ore 18,00 AAS presenta CONIUGARE.
Special guest: CALAMARO GIGANTE Pictures con "THE PET".

Cose con le pampine!!!

(Palazzo Asmundo è di fronte la Cattedrale di Palermo)

venerdì 4 dicembre 2015

JE SUIS PIZZO


Anni di commercio, negozi, locali. A catena. Apertura di punti vendita nei luoghi più prestigiosi della città. E niente di niente. Nessuna richiesta. Tre grandi mercerie: i più grandi negozi di pizzi e merletti mai esistiti, e poi filati, ditali, cotoni, aghi di tutte le misure, spilli e spagnolette. E ancora nulla.

giovedì 3 dicembre 2015

El mistero de la monnezzas


Chi lassò el matarazzo?

Dominica escorsa Puerto de Tierra se sveglia sommersa da rifiutos ingombrantes: decine de divanos y matarazzos abbandonati vicino ai cassonettos. 
Un abitante coraghioso ha preso la espada por la punta y ha lanciato el bat-allarme all’eroe cittadino: el vice sindaco Bat-Felipe qui se portò la sua personale esquadra de validos aiutantes. 
Chi fu el criminal che violò la legge buttando toda la monnezza – per lo più engombrante – lungo la estrada qui conduce alla frazione marinara del pays? Un imbecilles! Tuona Bat-Felipe. Fondamentale por risolvere el enigma es l’aiudo del capo neturbinos, qui se emprovisa investigatòr. 
Las indagines sono ancora en corso, ma los eroes han fiutado che el responsabile del gesto criminoso potrebbe essér un famoso commerciante de la capitàl. Presto los sviluppos, ma da ora tolerancia zero por qui infrange la leche.


Seregna Giattigna

martedì 1 dicembre 2015

Anteprima AAS: Rosalìo Gesù Spampinato, di Luca Russo


Sono nato in circostanze strane, sopra un lapino, mentre mio padre si dirigeva verso l’ospedale e mia madre stava sdraiata tra ferrivecchi e robaccia da rivendere al mercato delle pulci, cose che mio padre aveva pigghiato tra cassonetti ed angoli di strada.
Era il suo lavoro, l’omo del “ferro vecchio”.
Il lapino arrancava rumorosamente sulla strada, tra vicoli e auto, e di tanto in tanto cadevano oggetti che mia madre spingeva con i piedi. Era in preda alle doglie, stava appoggiata ad un minifrigo arrugginito e le mani salde alla sponda del lapino e ad una sedia sdraia. All’improvviso mia madre urlò di fermare il lapino perché doveva farmi nascere.
Immediatamente!
Eravamo quasi all’ospedale, mancava solo di svoltare un paio di stradine e sarebbe comparso. Le urla fecero venire intorno tanta gente dalle case, dalle botteghe, scesero dalle auto, vennero tutti intorno al lapino. Mia madre urlava. Mio padre gridava per calmare mia madre. La gente parlava tra loro e proponeva cosa fare. Tutti divennero dottori e ostetrici e disquisivano sulle procedure da applicare.
Ruppe gli indugi, prontamente, ‘a za Ciccina.
”Iu appi unnici figghi, pigghiatila e puttatila dda dintra”.
“Dda dintra” era la taverna di Michelancilu faccia ri bruoru.
Sorprendente, quegli energumeni e lavoratori unti presero con delicatezza la puerpera, la adagiarono sul tavolone odorante di vino e birra e in silenzio si allontanarono accudendo con lo sguardo mia madre sul tavolo. A za Ciccina disse “tu tu e Sarina trasiti e tu, picciriddu, tu chiui a puorta!”
Mio padre fu buttato fuori da un imponente urlo ra za Ciccina.
“Tu, maccarruni… puru fuora!”
(continua)

Luca Russo

lunedì 30 novembre 2015

Come tu passa el fiume?


Ultima Moda: come tu passa el fiume?




Le alluviones invernale, ma anche l'attraversamiento de fiumi y de fogna, necessitan el giusto addobbamiento.
Basta con orlos de pantaloni macchiado de fango y de schifezzas varia.
Se racconta che tanta casalingas usavan cazziar en malo molo los fijos che strisciavan pantalon tutto errovinado de dietro, e ora, chi lo aggiusta? Chi lo arrinaccia? - Muy escasamiento de cojones in tutte le casas de lo pais.
Da Puerto de Tierra las ultimas moda, el pantalone arriverticatigno.
Esta moda sta espopolando. Arrivertica il tuo pantalone, e fregatene se qualcuno te dice: Està tu attraversando el fiume de la mierda?
Tu es de moda, tu es Fashion.




George D'Amado

domenica 29 novembre 2015

AAS ad Aspra

Apertura a Strappo ad Aspra.
Faremo laboratori di disegno, di scrittura creativa, leggeremo filastrocche e racconti più o meno natalizi.

Vi aspettiamo!


venerdì 27 novembre 2015

Punto dopo punto....

Pomeriggi di lavoro, tentativi riusciti con successo (più o meno) per la realizzazione dei regali di Natale. Sembrerà una cosa sciocca, ma ricevere un regalo fatto a mano da chi lo regala è una dichiarazione di affetto. Nel nostro quotidiano quello che manca è il tempo, quindi se qualcuno spende il proprio tempo per realizzare qualcosa per te vuol dire che per lei/lui sei una persona importante. La scelta dei tessuti è fondamentale, seguendo la propria creatività si possono realizzare diversi gadget, la parte più divertente accostare nastri e passamanerie. Anche l’imbottitura ha la sua importanza perchè con l’ovatta vengono oggetti panciuti e morbidi, con la gommapiuma si realizzano oggetti più rigidi, un elemento accomuna il tutto il famoso PUNTO CAVALLO. E’ una particolare cucitura che serve a delineare il perimetro degli oggetti in tessuto, si usa in sostituzione della nastratura, i bordi così oltre ad essere definiti diventano decorativi. Il punto viene realizzato formando dei piccoli cappi uno accanto a l’altro facendo passare il filo da una parte all’altra, appunto a cavallo del tessuto. Fare i punti alla stessa distanza l’uno dall’altro e di ugual misura darà a l’oggetto una forma ben definita. Il punto cavallo si può usare anche nei contorni della pittura su stoffa.

                                                                                                    Caterina Guttuso

mercoledì 25 novembre 2015

BITTANIMATO con Rosalba Colla

E' la Bagheria più bella, quella creativa e delle idee grandi, che venerdì 19 novembre guardava ad un telone posto nel mezzo di piazzetta Larderia, un po' oltre i tavoli dove gli occhi degli avventori si dividevano tra immagini animate e patatine da immergere nella salsa barbecue.
Ad organizzare Rosalba Colla, già promotrice di ANIMAPHIX, rassegna di corti di animazione che questa estate ha reso - almeno per un paio di ore - Bagheria così mitteleuropea.
Ci manca questo, un respiro che ci porti oltre gli argomenti tipicamente paesani da corso Umberto o Butera, tali a prescindere dal modo in cui vengono affrontati.
In fondo ci vuole poco per tracciare piramidi inverse - un proiettore, un telo, un tavolino, la corrente elettrica - e da Bagheria si può raggiungere l'Universo.

Tra i titoli della scaletta gestita da Rosalba:

"Submarine test January 1967" di John Mayer - diretto dall'aniamtore Virgilio Villores (qui)
"Looper" di Témé Tan - diretto dalle animatrici Eve Deroeck e Melanie Tournner (qui)
"Come mi guardi tu" dei Tre Allegri Ragazzi Morti - diretto dall animatore MIchele Bernardi ((qui)
e tanti altri, tutti disponibili su Vimeo

(Rosalba Colla, classe '78, nata a Palermo, collabora all'organizzazione del Festival internazionale di Teatro di Figura a Roma, al Milano Film Festival; segretaria di edizione per fiction e cinema. Responsabile del progetto Animaphix festival di film d'animazione, in preparazione per la seconda edizione nel 2016)

Giorgio D'Amato

martedì 24 novembre 2015

Heroes, villains and blue eyes - disegni di Giulia Gagliano










Giulia Gagliano, studentessa del conservatorio di Palermo

L'Orestea e Dostoevskij

L'Orestea di Eschilo è l'unica trilogia tragica pervenutaci integra. Fu allestita nel 458 a.C. e fruttò al suo autore la vittoria agli agoni tragici. Eschilo ottenne almeno altre tredici vittorie, segno dell'avvenuto riconiscimento da parte dei giudici ateniesi e del pubblico, della grandezza della sua arte.
Della sua vasta produzione, tuttavia, ci sono pervenute complete solo sette tragedie, tra le quali l'Agamennone, le Coefore e le Eumenidi, che costituiscono l'Orestea.

lunedì 23 novembre 2015

Perchè a Parigi si spara?

Perché a Parigi si spara? - è punita da un mondo islamico che grida Allah è grande, colpendola al cuore. Si è macchiata di crimini contro i paesi islamici che combattono tra di loro? Perché combattono tra di loro. E chiedono l'intervento dei potenti del mondo. In Siria si combatte una guerra civile dal 2011. Assad, il presidente siriano di religione alawita - ovvero frangia sciita - è a capo di un paese a maggioranza sunnita. Il governo di Assad  è ben appoggiato anche dalla fascia sunnita, ma nel 2011 dopo le primavere arabe, anche in Siria si forma una frangia di ribelli che mirano a destituire Assad. Si forma un fronte che appoggia il governo regolare siriano formato da Hezbollad libanesi di matrice sciita, iraniani, iracheni sempre di matrice sciita. Mentre i ribelli vengono appoggiati da Arabia Saudita e Turchia, dall'America, Francia e Gran Bretagna.
Nella coalizione pro-siriani si inseriscono i curdi. Perchè vengono coinvolti nell'occupazione di città loro o vengono minacciati dal fronte dei ribelli.
La guerra procede come guerra civile. L'intervento degli USA non si sente, in primo tempo appoggia il fronte dei ribelli. Assad non è ben visto dall'America e dalla comunità NATO per le dinamiche di cui si è fatto artefice nella guerra tra Palestina e Israele. E' un nemico di Israele ed è anche un protettore di fazioni palestinesi estremiste come il movimento di Amas. E' ancora inviso all'America, tanto che ad Antalya al G20 appena finito, Obama cambia il proprio atteggiamento nei confronti della Siria e nei confronto di Putin, nel faccia a faccia dedicato al problema Siria e chiede espressamente che Assad dovrà andare via. E la risposta sembra favorevole, tranne poi mutare in un posto del mondo così mutevole, dove gli aiuti e le armi italiane fornite alla Siria o americane fornite all'Iraq le ritrovi in mano al nemico, all'ISIS. 
Questo è quanto avviene all'inizio del 2013, cadono in mano all'ISIS, frangia che si stacca dal fronte  dei ribelli, ove dapprima c'è Al Queda, e che addirittura la spaccatura tende a  sorpassare, le armi degli iracheni, ove si espande e avanza. Acquisiscono armi americane, e un bottino di milioni di dollari saccheggiando le banche.  Scompare Al Queda, prende campo ISIS. Nel programma dell'ISIS c'è la jhad, spingersi a tutto il possibile per l'istituzione del Califfato, ovvero la istituzione di uno stato che riunisca tutti i fedeli di fede musulmana, come dopo Maometto. 
Le coalizioni sono alquanto fluide a questo punto, gli USA che appoggiavano ISIS (contro Assad appoggiato da Putin) bombardano la Siria di fronte al pericolo estremista e terrorista dell'ISIS. Forniscono logistica con un fronte occidentale cui fa parte anche l'Italia con fornitura di armi e addestratori ai curdi. Ma non portano la guerra, restano ai margini, perchè ha paura che le armi americane cadano in mano ad Assad.
Nel 2014 i miliziani dell'ISIS invadono dei territori nel Kurdistan iracheno città di religione cristiana e jazida e 200.000 persone  fuggono. Si crea il più grande esodo. 
Questa è la storia, ancora in corso. C'è una propaganda continua. C'è il sangue che scorre ancora a Parigi come a NY quando avvenne la caduta delle Torri Gemelle. A Parigi dunque la città più libera del mondo e la più civile. Ha accolto e ghettizzato forse? Ma il popolo tunisino che ha paura dell'ISIS e della schiavitù cui saranno condotte le donne, è un paese di religione islamica che ha paura dell'ISIS, e conosce il rischio dell'arruolamento, per povertà e miseria. Così anche nelle banlieu parigine si corre verso l'integralismo. O nelle banlieu di Bruxelles, la base degli attacchi terroristici di Parigi. 
Ma chi finanzia l'ISIS? 
Di fronte a tutto questo solo un pensiero può salvarci: abbracciarci. Come il musulmano parigino che a Place de la Republique bendato ha abbracciato, anzi ha fatto confience con i suoi concittadini, dicendo io sono un musulmano, vorrei abbracciarvi per dirvi che quanto è successo venerdì non ha niente a che fare con me, che i terroristi non hanno niente a che fare con noi, che non ucciderei mai nessuno. Ha fatto piangere i parigini e Parigi lo ha abbracciato. E lui ha abbracciato Parigi. Solo a Parigi poteva accadere. Forse stranamente, anche la ribellione dei terroristi, cittadini francesi, era quella ribellione che solo Parigi poteva produrre. Una nuova, mostruosa rivoluzione. 

Gli Occidentali devono fare autocritica, per gli errori fatti, per gli errori di natura imprenditoriale in Africa, la vendita di armi, i finanziamenti di Turchia, Arabia Saudita, Quatar all'ISIS e  gli ipocriti affari con i signori del Petrolio. Occorre autocritica, occorre coraggio, tanto coraggio e non cedere alla paura. 
E' lo stesso olio che alimenta la mafia.

Clotilde Alizzi

venerdì 20 novembre 2015

EVERYMAN, di Philip Roth

“Perse conoscenza sentendo tutt'altro che abbattuto, tutt'altro che condannato, ancora una volta impaziente di realizzare i propri sogni, ma ciò nonostante non si svegliò più. Arresto cardiaco. Non esisteva più, era stato liberato dal peso di esistere, era entrato nel nulla senza nemmeno saperlo. Proprio come aveva temuto dal principio”. 

giovedì 19 novembre 2015

Ramazzotti, por favor


RAMAZZOTTI, POR FAVOR


A Puerto de Tierra esto cantante lo canuscinu todos. Achì Ramazzotti es famoso e richiestos nella noche fredda e lunga. Un amaro te allunga la vida, ma Ramazzotti te le canta e te le suonas.

mercoledì 18 novembre 2015

La culturalità nel Territorio

Gli uomini che portano avanti la culturalità nel territorio – gli Esponenti di Culturalità di secondo livello -, di Esercito e di Organizzazione non parlano se non nei termini che tutti già conoscono: le due entità presentano un’ala accettabile e una ripugnante, è facile impiantare discorsi di carattere astratto che tacciano di ripugnanza l’ala ripugnante dell'Organizzazione e di bontà infinita l'area accettabile dell'Esercito, così da creare una convergenza innegabile, condivisa, ovvia. Ma questi discorsi – impiantati se proprio non se ne può fare a meno (e comunque su sollecitazione) -, di solito vengono trascurati a favore di tematiche naturalistiche e monumentali. 
Le espressioni artistiche - degli Esponenti della Culturalità sia di primo che di secondo livello -  riguardanti il territorio riflettono storie rurali di povera gente che mungeva le mucche, che si affaccendava nel coagulare ricotta tra mosche e miseria e sudore (storie lacrimose che producono orgoglio identitario), o raccoglieva cicoria montagnola – queste elaborazioni risultano gradite soprattutto ai giapponesi che così dicono guarda, fanno la ricotta e raccolgono cicoria montagnola questi che stanno nel territorio, molto affascinante. 
Gli Esponenti della Culturalità di secondo livello sono spesso professori delle istituzioni scolastiche locali, spetta a loro dare il buon esempio, nonché l’onere della formazione di un pensiero non critico che spinga, nel tempo, al rispetto delle entità dominanti. 
Gli argomenti spinosi che riguarderebbero il territorio sono tali alle bandierine dello slalom degli sciatori. Bisogna scansarle.
A tal uopo hanno elaborato un buon metodo che non reca alcun fastidio all'Organizzazione: esaltano solo gli Esponenti dell'Esercito martirizzati e ne supportano  la sublimazione. 
Sia noto che i canoni della culturalità locale furono definiti prima che sorgesse il territorio. Il primo canone recita che l’oratoria deve essere abbondante nelle forma, vuota nel contenuto. 
L’estetica del bidone.

Giorgio D'Amato

martedì 17 novembre 2015

Mostra o Mercatino? - Gli uccelli di Bagheria ai MAgazzini ex-Sacos

Lungi da me voler intraprendere un dibattito  sul fatto che  sia giusto o meno rendere schiavi i nostri amici animali. Anche perché, per molti, non sono amici.
Magari  io posso indignarmi nel vedere i pesci rinchiusi nelle loro boccette, uccellini nelle loro gabbie, cani reclusi nei balconi dai loro padroni. Gli esseri umani hanno la sgradevole  presunzione di avere il diritto di fare quello che reputano più idoneo con gli animali, creature sicuramente inferiori. Certo, come no.

domenica 15 novembre 2015

La marcia

Noi che ancora ci crediamo sabato mattina eravamo parte di quel fiume in piena, ma assolutamente ordinato, che si è mosso dalla Chiesa Madre di Bagheria fino alla piazzetta vittime della mafia. Saranno poche centinaia di metri, eppure ci abbiamo messo più di due ore per arrivare a quella che era la destinazione. Spesso per arrivare in un posto nel modo giusto ci si possono impiegare anni. Questo è quello che è accaduto e sta accadendo nel paese delle “balate”, dove scoperchiare certe pietre provoca puzzi maleodoranti e la fuga di topi, si sta finalmente comprendendo che scelte sbagliate, quali piegarsi al pizzo, non ti portano da nessuna parte, anzi ti mettono dalla parte sbagliata.

La marcia ha coinvolto moltissimi cittadini, tanti giovani e giovanissimi, associazioni e colori politici, che per un giorno hanno avuto tutti lo stesso colore. Per qualche minuto il nostro colore è stato invece quello della bandiera francese, e così che ci siamo stretti idealmente alle vittime della follia terrorista.
In due ore non si è solo marciato, abbiamo ballato al suono di musicisti di Aspra e Bagheria, che hanno improvvisato un concerto mobile e ai mafiosi gliele abbiamo pure cantate.
E' stato Giuseppe Saeli, un giovane bagherese, il promotore dell'iniziativa, ha messo in piedi una organizzazione perfetta ed efficace riuscendo a coinvolgere diverse realtà della nostra cittadina quali i commercianti, le scuole, semplici cittadini, studenti, poeti, e artisti, le istituzioni religiose (padre Michele Stabile, padre Luciano). L'amministrazione comunale, il Sindaco gli assessori, il Presidente del Consiglio comunale e parecchi consiglieri e le forze dell'ordine che erano in prima fila nella marcia e nella lotta quotidiana alla criminalità.
A testa alta e schiena dritta, così come diceva Felicia Bartolotta Impastato, ai giovani che andavano a visitare la sua casa museo, una donna che suo malgrado, la mafia l'aveva respirata e combattuta, a testa alta, come Gianluca Calì, che in una bella immagine fotografica di Elisa Martorana, sembra svettare sulle altre teste, eppure la sua è una di quelle che il sistema mafioso del pizzo vorrebbe piegare e abbattere.

C'erano i bambini delle scuole primarie e secondarie (guidati da maestre instancabili e dai presidi) che reggevano con le loro piccole braccia striscioni più grandi di loro, diceva Gesualdo Bufalino che la mafia sarà vinta da un esercito di maestre, e noi anche a questo ancora ci crediamo.
Crediamo anche che le famiglie che trasmettono i valori dell'onestà ai propri figli daranno alla comunità cittadini perbene.
Forse c'era pure qualche mafioso che marciava tra la folla, forse avrà imparato qualcosa.
C'erano i commercianti, anche quelli che Le iene sono andate ad intervistare, non c'erano quelli che ancora non trovano il coraggio di uscire allo scoperto, coloro che non bisogna lasciare da soli, perché il pizzo si paga ancora, perché la mafia c'è ancora. E allora quale è la differenza? La differenza rispetto al passato è quella di sostenere chi suo malgrado, o volontariamente, dice no ad un sistema che non lascia scampo e ti strozza comunque; la differenza sta nel coraggio dei giovani e di quelli, per usare una frase abusata ma d'effetto, che “ci mettono la faccia”.
La marcia è stata un segnale, forte, urlato, cantato in coro, ha fatto rumore, ha ricordato a qualcuno che si vuole cambiare, il simbolo della coesione, la folla può divenire pericolosa per chi agisce nell'ombra, per chi ha bisogno del buio per agire e dell'omertà complice. Le ville di Bagheria non devono essere più il rifugio per i latitanti. Bagheria deve tornare ad essere un luogo ricordato non per essere uno dei lati del triangolo della morte, così come ha detto un imprenditore di Villabate, che non è riuscito a trattenere la commozione.
Noi che ancora ci crediamo abbiamo indossato le magliette con l'immagine simbolo di Falcone e Borsellino, e abbiamo capito che la vera Antimafia non è quella di Helg o della Saguto, come ci ha ricordato il sindaco, è dire no alla mafia partendo da chi sta in basso, da chi dice no alla mafia in ogni azione quotidiana della sua vita.

Adele Musso



Si ringrazia Elisa Martorana per la sua foto.


venerdì 13 novembre 2015

Il libro di Nino Mandalà - Conversione o Revisionismo?

A parlare di certi libri si fa male, fa male prima di tutto a chi ne parla; ma non è certo chiudendo gli occhi che si cancella la volontà di chi il libro lo ha scritto; e tu hai proprio la sensazione che lo ha scritto perché la vuole vinta lui; perché lui non è uno stupido, non lo è mai stato, uno di quelli che sa usare la cautela e si è formato al comando; uno di quelli che non stenta quando deve esprimere un opinione, che non gli trema la mano quando firma gli autografi, che non si intimidisce davanti agli spettatori, e ce ne sono tanti, che per curiosità o per devozione sono venuti ad ascoltarlo, e lui è lì con il suo vestito grigio argento, come i suoi capelli, impeccabile, la cravatta blu, e le mani fini e la retorica dell’avvocato e la voce altera quanto basta.

mercoledì 11 novembre 2015

La pasta y lenticchias de la bonanima




La pasta y lenticchias de la bonanima


Dal 24 al 27 de Octobre se svolge la sagra gastronomicas Va Manciatilla. Una fiesta a Puerto de Tierra mucho rinomatas. 
Fiesta culinarias por sedares lo pitittos a todos quanti; no risus e bisi, nè quatros saltos in padellas! Niente ogghiu fitusu e parieddas spunnata ma un magna magna general basato su la introduziones delle lenticchies leguminose entro lo stomacos; todos con culin arias esta magnana per gustare pasta con lenticchias de Donna Luisanna de la Cambusas che tenieva una trattoria siciliana muy rinomada, A magnare vi rassi. 
La historia de esta ricettas muy particulare. In una pignata no antiaderentes le lenticchias se appigghian con muy calor, da tale gustos la migliore pastas con le lenticchies del mundo. Mui crema marrones es collosas tra coccis de pasta sfatta. Esoffrittos attaccatos, sedano nivuru, cipollas e carota appigghiates relasciano un gustos mucho mucho cremoso e ciavoroso. 
La ricetta espectacular, el piattos comu aquella de la suocera de Donna Luisanna de la Cambusas, ahora defuntas; muerta e ricordata por tale bonta de culin arias. 
- La pastas con lenticchies como aquella ri me matri, abbannia el marito de donna Luisanna. 
A todo gas? A todos dentros? Con fumos e ciavuru di abbruciato, le lenticchies se colorano, forman de macco mui bien. 
Miliones de degustaziones distribuide in todo Puerto de Tierra; aria, gas e libertade de stomacos in magna atmosfera. 
Se attuppas pertuso de lo ozonos? 
Volete combatteres fame de Biafra?
Contro gli sprecos del pianeta, pasta con lenticchias, un si ecca nienti! 
W la lenticchias! Va manciatilla! Olè!

enviada especial racucina Nina

Conversione di Nino Mandalà

Conversione.
E’ il termine che colpisce leggendo l’arringa difensiva di Nino Mandalà sul suo blog, dopo la incursione delle Iene, seguita alla pagina di cronaca che vede Bagheria alla ribalta per aver assunto un atteggiamento chiaro contro il pizzo e i suoi favoreggiatori.
Treccani: Rivolgimento, movimento di un corpo nello spazio intorno a un altro corpo; in partic., movimento di rivoluzione dei pianeti: ... intorno alla c. annua di questo globo (Galilei). Questo sign., ormai ant., sopravvive oggi soltanto con riferimento a uno schieramento di soldati, di ginnasti o di navi che compia un’evoluzione come girando intorno a un asse, conservando intatta la formazione: qual è la evoluzione del soggetto in argomento? Ci si può sottrarre alla forza di gravità del pianeta mafia? Forse.
Nel linguaggio comune, il passaggio a un’altra religione: c. al cattolicesimo, all’islamismo; la c. di s. Paolo; la c. dell’innominato; più genericam., qualsiasi mutamento radicale di fede, opinioni, ideologia e sim.: c. religiosa, artistica, letteraria, politica.
Da cosa è rimasto fulminato sulla via di Damasco, volendo parafrasare e continuare ad utilizzare terminologia evangelica.
L’evento della celebrazione del libro del suindicato a detta dello stesso, odorava di pulito, l’odore di mafia pare sia stato abbondantemente deodorato.
Caro Golia, ma come ti sei permesso? Non credi dunque nelle conversioni e tantomeno nelle obtorte estorte (ops scusate il gioco di parole) crisi di coscienza dei commercianti pentiti?
C’è in giro un giornalismo becero e superficiale che non scende più tra le strade e tra la gente (basta andare ad una veglia funebre e chiunque ti racconta tra una chiacchiera e l’altra chi è veramente l’imprenditore con le spalle al muro e quello che si è arricchito con un sistema che adesso è costretto a denunciare) è comodo dare notizie di facciata, la superficie non grattiamola, dopo l’intonaco crolla l’edificio.
Rifarsi una verginità dopo essere stati i fiancheggiatori di individui quantomeno sospetti, di quelli che hanno trovato rifugio nelle ville settecentesche di Bagheria, attraverso lo strumento “innocuo, hobby della scrittura” è rivoltante, sarebbe stato più decoroso il silenzio per il rispetto di tutti coloro che oggi non possono scriverlo più un rigo.
Qualcuno è passato dal laboratorio politico-mafioso del paese alle porte di Palermo al laboratorio di scrittura.
Qualcuno dice che i giudizi impegnativi su alcuni uomini non spettano a noi, e a chi? A coloro il cui ultimo rigo scritto è l’epitaffio? Un commerciante vessato ha detto: non vogliamo essere eroi per un giorno, ma galantuomini per tutta la vita.
Il libro di Mandalà nella biblioteca di casa mia, un posto non lo avrà di sicuro, impieghi il suo tempo in opere di bene e volontariato. 
Forse sarà più credibile.

Adele Musso









Antonino Mandalà, detto Nino o "l'Avvocato" (Villabate, 25 marzo 1939), è un criminale e politico italiano, membro di Cosa Nostra e considerato il capo mandamento di Villabate e fiancheggiatore di Bernardo Provenzano. Nato a Villabate e laureato in legge, nel 1979 diventa socio della società di brokeraggio assicurativo Sicilia Brokers assieme a Enrico La Loggia, Renato Schifani e Benny D'Agostino. Nello stesso periodo fa l'attivista per la Democrazia Cristiana a cui procura i voti dei capimafia. Nel 1994 fonda il primo club di Forza Italia a Villabate e nello stesso periodo si dedica per conto di Cosa Nostra, in particolare dei mandamenti di Caccamo e Villabate ad aggiudicarsi appalti pubblici e nel 1997 riesce con gli appalti a aggiudicarsi la costruzione di un residence universitario a Catania e alla costruzione del supermercato Auchan con multisala Warner Bros a Villabate.
Il 6 giugno 1998 è stato arrestato per associazione mafiosa ma è scarcerato due anni dopo per decorrenza dei termini e porta di nuovo avanti i suoi progetti che si erano fermati con l'arresto. Il 25 gennaio 2005 viene di nuovo arrestato nel corso dell’operazione "Grande Mandamento" dove sono stati arrestati 82 fiancheggiatori dell'allora latitante Bernardo Provenzano. Il pentito Stefano Lo Verso ha riferito ai magistrati di rapporti tra Mandalà e l'ex ministro delle Politiche agricole del governo Berlusconi IV, Saverio Romano, invece il pentito Francesco Campanella ha accusato Renato Schifani di aver favorito il Mandalà per la modifica del piano regolatore di Villabate.
Il 27 aprile 2007 è stato condannato in primo grado a otto anni di reclusione per i fatti del 1998 e 28 settembre 2011 è stato condannato a otto anni di reclusione dalla Corte d'Appello di Palermo, ma è libero per scadenza dei termini di custodia cautelare. Nel 2009 ha aperto il suo blog che gestisce con alcune interruzioni e dove ha chiesto alle "coscienze libere" l'abolizione dell'Articolo 41 bis e dove ha difeso nel 2010 Silvio Berlusconi. Il 17 novembre 2011 nella terza puntata di Servizio pubblico condotto da Michele Santoro è stata ricostruita un'intervista della giornalista Dina Lauricella con lo stesso Mandalà.

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